“La vita semplice” allo squero Tramontin

Chi fosse passato, avrebbe pensato a uno spettacolo della Biennale

dal Gazzettino  del 12 giugno 2005

(S.T.) Chi fosse passato, avrebbe pensato a uno spettacolo della Biennale. Venerdì sera, “co fa scuro”, lo Squero Tramontin agli Ognissanti era pieno di gente, dal radica’ chic al nazional popolare, c’era un ricco buffet su tavole imbandite, si proiettava su un rnegaschermo allestito per l’occasione un vecchio film in bianco e nero. Quale mai performance artistica era in corso?
In realtà, a capire che non si trattava di uno spettacolo o di una festa della Biennale sarebbe bastato guardare meglio. Attorno agli eventi della Biennale, infatti, c’è normalmente un maremoto: motoscafi regolari e abusivi (nei comportamenti fa differenza?) sfrecciano all’impazzata a decine alla volta, stracarichi di gente, senza alcun controllo. «Beautyfull», «trés jolie», «romantische» si sente dire mentre ti buttano a fondo.
Davanti allo Squero Tramontin, invece, era un olio, e solo una quindicina di sarepierote occupava il canale, una “a lài” dell’altra, in serena compagnia, con qualche fioco lume di candela a fare atmosfera. Tra barche e scalo, almeno un’ottantina di persone. Si sentiva parlare solo veneziano, alla peggio italiano. Proprio come nel film, girato nel 1945 a Venezia alla Scalera Film, tutto ambientato nel mondo degli squeri. Solo una persona parlava con accento inconfondibilmente francese: Marie Noelle Groult, Peggy per gli amici, l’organizzatrice della serata.
Peggy è la presidente dell’associazione Amici della Sampierota, costituita per difendere i valori ambientali e culturali che la tipica imbarcazione lagunare in qualche modo simboleggia, e la proiezione del film nello squero di Roberto Tran-lontin è stata una delle tante iniziative che verranno messe in agenda quest’anno. «Un modo – ha detto Peggy – per suggerire senza polemiche e senza alzare la voce qualche riflessione sulle trasformazioni della città e sul moto ondoso».
Il film, infatti, girato da Francesco De Robertis, era davvero premonitore. Si intitola “La vita semplice”, e racconta in tono lieve lo scontro tra la Venezia tradizionale, simboleggiata dalla famiglia di un vecchio squerarol, e il modernismo incontrollato, rappresentato da un ricco speculatore tutto intento ai suoi affari sulla città. Qual è il risultato? Ma il moto ondoso, illustrato da rombanti motoscafi, gondole sballottate, incidenti! Nel 1945!
Nel film, tutto intriso di gentili sentimenti, alla fine trionfano i buoni. Purtroppo le cose sono andate diversamente, ma c’è da dire, e la serata in squero lo dimostra, che i buoni non hanno ancora mollato.

Scarica il filmato con i momenti della serata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Curiosità: qualche tempo prima disegnammo il primo logo dell’Associzione, una sanpierota con il motto “protagonista di una vita semplice e generosa”, casualmente qualche settimana dopo alle 4 di mattina trasmisero ilfilm “La vita semplice” di Francesco De Robertis… nel 1946 si parla del problema del moto ondoso.. nel 2012 il problema del moto ondoso è ancora pericoloso e terrificante per la navigazione a remi!