A spasso con la sanpierota

Da:  Lagunamare n. 24 – Agosto-Settembre 2005 Articolo di Elena Magro

A spasso con la sanpierota
Gli amici della sanpierota.  Basta il nome a dar l’idea di quale sia il clima che anima i soci di questa realtà veneziana: godersi in serenità la propria imbarcazione e l’ambiente che li circonda, ma al contempo trasmettere agli altri un modo di vivere con le barche tradizionali in legno nel rispetto della laguna e della città. L’idea nasce poco più di un anno fa quando Marie Noelle Groult (detta Peggy) – presidente dell’associazione –  vogando per canali con lo sua sanpierota, si incrocia con Luisa Conventi. Scambiando due chiacchiere davanti ad un buon spritz, le due donne germogliano l’intento di riunire gli appassionati di questa imbarcazione, sia per confrontarsi sui problemi che i proprietari di barche in legno devono affrontare sia per divulgare l’uso di queste imbarcazioni. Il primo passo è stata dunque la costruzione di due sanpierote realizzate dal cantiere Bote alla Giudecca, per due nuovi iscritti. Al varo, cui partecipano gran parte dei soci del consorzio cantieristica minore, sono presenti i primi sette simpatizzanti dell’ associazione. Attualmente il numero è salito a 40 e varie sono le iniziative intraprese in questo anno di  vita. “Poco dopo il varo siamo stati chiamati per partecipare al corteo della Regata Storica. Un’occasione che ci ha fatto conoscere in città, tanto che poi hanno chiamato alcune persone per sostenere l’asso-ciazione pur senza possedere una barca. Sono molto contenta di tutta questa portecipazione dopo un solo anno di vita, vuol dire che la gente ha capito che il nostro spirito è quello di vivere in armonia e nel rispetto dell’ambiente. Anche noi lottiamo contro il moto ondoso e l’unica barca a remi, che per le sue caratteristiche può ancora difendersi bene dalle conseguenze di questo problema, è la sanpierota.” La sanpierota come filosofia di vita dunque? “Esattamente, è un modo di vivere. La barca la usiamo tutti i giorni, è parte integrante del nostro quotidiano. La utilizziamo per il semplice gusto di vogare, ma anche per organizzare gite o quale mezzo per trasportare cose e persone quando necessario. Se la barca è parte costante della nostra vita, allora diventa sempre più presente a Venezia. Un modo per perpetuare le abitudini di un tempo in un mondo dominato dai motori. Senza contare che sia la costruzione della barca, delle forcole ecc. sia la loro riparazione, contribuiscono al rilancio della cantieristica.” Un moda anche per divertirsi e socializzare “Certo, le gite sono sempre un momento divertente, specialmente quando organizziamo i picnic in barena. Ma è anche un modo di scoprire la laguna osservando nel silenzio, un po’ come quando si passeggia nei boschi. L’intento è anche quello di avvicinare i giovani alle barche a remi organizzando dei corsi di voga alla veneta. Intanto molti bambini, figli dei nostri associati, sono coinvolti e stanno imparando a vogare. Per esempio si sono divertiti molto a Carnevale, quando abbiamo fatto una sfilata in maschera per il Canal Gronde. Ma la sanpierota può essere uno svago anche per tante altre mamme, che magari portando i loro figli, possono imparano a loro volta a vogare!” Tra gli iscritti ci sono anche due famiglie olandesi. Come è avvenuto questo sodalizio? “Un giorno mentre vogavo un turista olandese, affascinato dalla sanpierota, mi ha chiesto dove poteva comprarne una. L’ho quindi accompagnato per cantieri e da Menetto a Pellestrina abbiamo trovato un’occasione. Così, in maniera casuale, ho avuto il piacere di avere degli iscritti che, pur se residenti all’estero, vogliono sostenere l’attività dell’associazione. E sempre in Olanda, in occasione della presentazione di una gondola il luglio scorso,  c’eravamo anche noi con una nostra sanpierota.

Tra gli obbiettivi dell’associazione, c’è infatti anche quello di partecipare a manifestazioni ed eventi di tradizione marinarci in Italia e all’estero per rappresentare la nostra identità e cultura veneziana.” Avete anche lanciato una sorta di cinema all’aperto su barche… “Sì, è stato una bella serata, organizzata per riflettere sul problema del moto ondoso. A bordo delle nostre sanpierota, abbiamo visto proiettato su un megaschermo allo squero Tramontin agli Ognissanti un film del 1945, La vita è semplice, che già in quegli anni si occupava di questo tema. In un’altra occasione, abbiamo invece organizzato un concerto di violino e violoncello, ovviamente su barche. L’intento è quello ci organizzare molti altri eventi come questi.” Altri progetti in cantiere? “Una mostra permanente di modellismo dedicata alle barche dell’Adriatico con eventuali corsi di costruzione, che dovrebbe avvenire presso la Certosa, grazie ad un accordo con il polo nautico Vento di Venezia. La realizzazione di tre nuove sanpierote richieste da alcuni francesi, che abbiamo conosciuto durante la Vogalonga e infine, la possibilità di realizzare una darsena per barche tradizionali, perché il problema maggiore è proprio quello di non saper dove metterle.” Un problema comune a Venezia…